Ecco la mia intervista di oggi a “Il Fatto Quotidiano”

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“Basta ipocrisie e personalismi. Mai più listini bloccati nel m5s”.

Paola Taverna parte mordendo: “Certo che dobbiamo cambiare e migliorare, ma lei lo ricorda che noi Cinque Stelle siamo l’unico movimento mai coinvolto in schifezze? La legalità rimane la nostra bandiera”. Però il M5S ha mille grane e il respiro affannato. E la vicepresidente del Senato, neo eletta tra i facilitatori del Movimento, non lo nega.

Beppe Grillo è tornato a incontrare i parlamentari in assemblea. È la prova che siete messi davvero male?

No. È vero che Beppe non incontrava i gruppi da quattro o cinque anni, ma era un momento di cui avevamo bisogno. Lui ha voluto mostrare tutta la sua attenzione e tutto il suo coinvolgimento.

Perché avete grane e dubbi, anche sul governo. E il Garante ha ribadito che la direziono è quella, con il Pd.

Io mi sono molto interrogata su questo nelle ultime settimane, non lo nascondo. Ma credo che l’approccio positivo di Beppe verso questo esecutivo debba essere anche il nostro. Abbiamo varato dei bei provvedimenti con questo governo, dal decreto sisma alla manovra. Certo, abbiamo risentito un po’ di questo cambiamento. Ma il Movimento è cambiamento. Dobbiamo continuare con questa maggioranza, costringendo gli altri a seguirci sulle nostre idee.

Però Grillo ha ammesso gravi problemi. Per esempio, che il vostro modo di comunicare è “sbagliato”

Sì, e ci saremmo dovuti interrogare su questo tema già molto tempo fa. Dobbiamo cambiare comunicazione. Quella dei primi anni trasmetteva una sana rabbia. Ma poi Matteo Salvini l’ha copiata e manipolata, stravolgendola. Ora noi 5 Stelle dobbiamo informare meglio i cittadini su cosa facciamo e su cosa lavoriamo.

Magari potreste aiutare voi facilitatori. Anche se tanti eletti rumoreggiano! parlano di nomine calate dall’alto, e notano il grande spazio dato ai fedelissimi di Casaleggio nel team del futuro. Hanno ragione, no?

Io stimo le persone che fanno parte della squadra, e ricordo che sono state tutte votate dagli iscritti sulla piattaforma. C’era necessità di darsi un’organizzazione. Però ho detto chiaramente che non bisognava votare i sei facilitatori delle aree organizzative con un listino bloccato. Gli iscritti dovevano potersi esprimere sulle singole persone.

È stato un errore.

Sì, e non deve ripetersi.

A Grillo in tanti hanno raccontato della “solitudine” dei parlamentari. Una bella critica al capo Di Maio.

Se si è arrivati a nominare una filiera per tenere tutti in contatti tra loro, è evidente che la solitudine c’era, da entrambi i fronti. Si è creato un vuoto enorme tra governo, parlamentari e attivisti. Ma adesso la priorità è rimettere al centro i temi e il lavoro sulle leggi. Non si può andare avanti a colpi di provvedimenti di urgenza. La centralità del Parlamento è sempre stata un nostro principio. Dobbiamo tornare a mantenere come unico faro il bene dei cittadini.

C’è tanto altro da fare, no?

Di certo dobbiamo fare chiarezza su come la pensiamo su certi temi. Per esempio sull’Europa, un argomento su cui talvolta ci siamo lacerati. Serve una rotta chiara. Perché è vero che vogliamo una Ue diversa, solidale, ma dobbiamo anche avvertire la responsabilità di chi rappresenta un Paese fondatore dell’Unione. Io non voglio stare ai margini dell’Europa.

Però siete slabbrati, divisi in fazioni. E tanti se ne vanno. Come si va avanti?

Noi dobbiamo essere pratici. Dobbiamo realizzare quanto promesso alle persone e aggiustare quello che va aggiustato. Ma niente ipocrisie e personalismi. Basta dire cose come “il mio emendamento” o “la mia richiesta”. E non capisco davvero chi va alla Lega o cose simili.

Tutti parlano di gruppi di 5Stelle “contiani”, fedeli al premier, opposti ai dimaiani. Bella grana, no?

Non sarei credibile se dicessi che non vedo persone ragionare in questi termini. Ma noi siamo stati eletti come rappresentanti del Movimento, come portavoce dei cittadini. Non dovrebbe mai dimenticarlo nessuno.

Gianluigi Paragone potrebbe essere espulso per il no alla manovra.

Inizialmente avevo rispettato la critica di un collega di cui sono amica. Ma oggi ha esagerato con quello sfottò al gruppo (il dito medio mostrato in un video, ndr). Si può criticare, ma se devi fare così, anche no, grazie.

A marzo sono previsti gli Stati generali. Come li vorrebbe?

Vorrei che fosse un appuntamento di confronto, in cui gli attivisti siano centrali. Io vorrei costruire un apposito percorso, interpellando gli iscritti proprio su temi e proposte che andrebbero inseriti in un documento apposito.