Rimembri ancora?

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Pensavo che, prima o poi, chi remava contro il Movimento 5 Stelle si sarebbe arreso all’idea di un’Italia diversa, si sarebbe arreso ai risultati raggiunti e alla giustezza delle nostre azioni.
E invece no.

Continuiamo a ricevere critiche da questa opposizione che ci dice come risolvere i problemi, ma che per anni non è riuscita neanche ad allacciarsi le scarpe.

Siamo attaccati ogni giorno dai giornali che, evidentemente, hanno dimenticato gli anni del berlusconismo, delle compravendite di parlamentari e del “magna magna” (per non dire altro).

Così come quelli del renzismo, del favore per le grandi multinazionali, per le banche, e di quel famoso, ma ormai sfocato, giglio tragico in completo conflitto di interessi.

Anche i sindacati hanno dimenticato: hanno dimenticato l’abolizione dell’art. 18 e, per quella via, della dignità del lavoro e dei lavoratori; hanno dimenticato che esiste anche chi un lavoro non lo ha. Poi il disastro della Fornero, i fallimenti colossali di Alfano, i rolex di Lupi.

Quanto è difficile dimenticarli… infatti amarcord.

Sapevamo che avremmo avuto tutti contro, ma credevamo che prima o poi si sarebbero arresi. La realtà è che nel nostro Paese esistono situazioni di potere che si vuole continuare ostinatamente a difendere, mentre noi cerchiamo di scardinarle, di tagliare poltrone lì dove non servono, di risparmiare soldi pubblici eliminando i privilegi e facendo a meno del superfluo.

Andiamo dritti per la nostra strada perché, come disse qualcuno, “se cambiamo strada rispetto a quella seguita da tutti rischiamo di perderci, ma vale la pena provare vedere oltre“.